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Giornata della Memoria 2022

Nella Giornata della Memoria, che ricorre il 27 gennaio di ogni anno fin dal 2005, le Nazioni Unite commemorano le vittime dell'Olocausto, l'ignominia delle leggi contro gli ebrei e il ricordo di coloro che misero a rischio le proprie vite per proteggere i perseguitati ebrei.

L'Italia ha anticipato di alcuni anni questa commemorazione, con la legge 211/2000 che fin dai primi articoli definisce le finalità e le celebrazioni di questa giornata:

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.»

Tutti i docenti del Comprensivo, compatibilmente con le età degli allievi e con le esigenze dettate dall'emergenza sanitaria in corso, hanno organizzato attività e riflessioni in questa importante giornata, culminata in una commemorazione pubblica con professori, alunni lettori e musicisti della Scuola Secondaria "Rufino Turranio", accompagnata da installazioni artistiche, alla presenza della Dirigente Scolastica, del Sindaco Claudio Odorico e del parroco di Concordia Don Natale Padovese.


(in caso di malfunzionamenti temporanei cliccare qui per vedere il video)

"Da anni, ogni volta che mi sento chiedere: Come è potuto accadere tutto questo?, rispondo con una sola parola, sempre la stessa.
Indifferenza.
Tutto comincia da quella parola.
Gli orrori di ieri, di oggi e di domani fioriscono all'ombra di quella parola." [...]

"La chiave per comprendere le ragioni del male è racchiusa in quelle cinque sillabe, perché quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c'è limite all'orrore.
È come assistere a un naufragio da una distanza di sicurezza. Non importa quanto grande sia la nave o quante persone abbia a bordo: il mare la inghiotte e, un attimo dopo, tutto torna uguale a prima. Non un'onda in superficie, non un'increspatura.
Soltanto un'immobile distesa d'acqua salata."

Liliana Segre, "La memoria rende liberi."

Di nuovo l’orrore ha colpito il ghetto,
un male crudele che ne scaccia ogni altro.
La morte, demone folle, brandisce una gelida falce
che decapita intorno le sue vittime.
I cuori dei padri battono oggi di paura
e le madri nascondono il viso nel grembo.
La vipera del tifo strangola i bambini
e preleva le sue decime dal branco.
Oggi il mio sangue pulsa ancora,
ma i miei compagni mi muoiono accanto.
Piuttosto di vederli morire
vorrei io stesso trovare la morte.
Ma no, mio Dio, noi vogliamo vivere!
Non vogliamo vuoti nelle nostre file.
Il mondo è nostro e noi lo vogliamo migliore.
Vogliamo fare qualcosa. È vietato morire!

Eva Picková, anni dodici (morta il 18/12/1943), La paura

Tenevo un diario.
La sera con il silenzio e la fantasia scrivevo di
posti e luoghi dove popoli e idee si conoscevano e si
rispettavano pur nelle differenze.
Poi una mattina con passi veloci e mitra spianati
Ci presero.
Non so dove mi trovo né perché, so solo che si chiama
Auschwitz Birkenau.
Dietro al filo spinato con il freddo e la neve continuo
a pensare che la notte passerà.
A credere che l'uomo non è malvagio,
che l'uomo non è ferocia e brutalità.
La notte passerà.
Anche se ormai non ricordo da quanto tempo è
che non mangio più, io credo nell'uomo.
La notte passerà.
Sono come legno roso dal tempo, vecchio di secoli.
E ho solo 15 anni.
Poi una notte sono diventata silenzio.

Massimo di Veroli, Bambina